L’analisi AOV/TCIC è un test rapido e veloce che fornisce ai gestori degli impianti di informazioni in merito alle condizioni di salute del loro impianto di biogas. Qual è la base, quali sono i vantaggi e dove sono i limiti di questa tecnica di analisi?
Il valore relativo agli acidi organici volatili (AOV) consiste nella somma di tutti gli acidi contenuti nel campione espressa come valore relativo all’acido acetico, vale a dire senza tenere conto della presenza di eventuali altri acidi, ovvero senza rivelare i singoli acidi presenti né le relative concentrazioni. In ogni caso la rapidità con cui si ottiene il risultato di questo test indica chiaramente la direzione in cui si evolve lo sviluppo biologico.
Il valore relativo al tampone di carbonati inorganici complessivi (TCIC), definito anche semplicemente tampone, è anch’esso un parametro cosiddetto cumulativo. In particolare consiste nella somma di tutte le sostanze tampone (carbonati, fosfati e composti a base di ammonio) espressa come se si trattasse solo di carbonati. Il tampone provvede mantenere stabile il pH, aspetto fondamentale per il benessere dei batteri che, in quanto organismi monocellulari, preferiscono vivere in condizioni stabili, e quindi anche con pH costante.
Le sostanze tampone legano gli acidi, quindi li rilasciano nuovamente senza grossi effetti sul pH. Il valore pH misura il titolo di acidi liberi. Come già accennato, si tratta di un parametro fondamentale per l’attività dei batteri, che però mostra per lo più troppo tardi gli eventuali cambiamenti subentrati nel processo biologico.
Spettro degli acidi (acido acetico, acido propionico e acido butirrico)
L’analisi mirata a definire spettro degli acidi è più complessa rispetto all’analisi AOV/TCIC, tuttavia offre il vantaggio di una maggiore capacità previsionale, in quanto calcola la concentrazione e le proporzioni dei singoli acidi. Nel caso di un impianto sano alimentato con materie prime rinnovabili il rapporto dell’acido acetico rispetto all’acido propionico dovrebbe essere come minimo 3 a 1.
Se il valore relativo all’acido propionico risultasse troppo elevato, potrebbe essere indice della presenza un disturbo del processo, ad esempio a causa di una carenza di oligoelementi o di una presenza di farmaci e/o sostanze chimiche nel liquame.

