Secondo una stima del Ministero Italiano per l’Agricoltura, in Italia vengono sfruttati ca. 15 milioni di ettari come superficie coltivata. Entro il 2010 verranno sfruttati 1 milione di ettari per la coltivazione di materie prime rinnovabili e di questi solamente 200.000 ha verranno usati per la produzione di biogas.
La crescente richiesta di materie prime vegetali rende necessario sfruttare nel modo più efficiente possibile, le scarse risorse di terreno da coltivazione, per garantire sufficienti prodotti per l’alimentazione e al contempo salvaguardare l’ambiente.
Nel confronto fra i diversi biocombustibili appare chiaramente, come l’ammontare dell’energia netta prodotta da un ettaro di terreno coltivato possa variare.Da questa superficie è possibile „raccogliere“ un equivalente di 5000 l di combustibile in forma di biometano. Un’automobile potrebbe così fare 1,5 volte il giro della terra.
Un biocombustibile in forma di biodisel a base di colza o etanolo a base di cereali permetterebbe di percorrere solo un terzo del tragitto. La produzione di biometano è una tecnica sperimentata, che concilia gli obiettivi economici con quelli ecologici.


