Gli impianti di biogas offrono l’opportunità di collegare la produzione di energia con un utilizzo prudente delle risorse. La produzione a livello locale di energia sostenibile, a partire da materie prime rinnovabili disponibili sul territorio, favorisce l’incremento della sicurezza energetica nazionale creando contemporaneamente una diversificata fonte di reddito per le aziende agricole.
Il quadro normativo italiano per l’incentivazione e la promozione delle fonti rinnovabili stabilisce l’applicazione di una tariffa omnicomprensiva per gli impianti di biogas con una potenza elettrica installata inferiore a un Megawatt (999 kW).
Maggiore produzione di biogas, maggiori rendimenti
Maggiore potenza ha l’impianto, maggiore è la convenienza dell’investimento, perché da un lato aumentano le rese energetiche incrementando la capacità di produrre energia, e dall’altro diminuisce il costo per kW installato. Dato l’alto contenuto energetico, l’utilizzo di biomasse vegetali, come ad esempio il silo mais, è molto indicato per la produzione di biogas su grande scala, ma necessita di tempi di permanenza nei digestori più lunghi.
Per gli impianti di biogas che trasformano principalmente matrici vegetali, MT-ENERGIE impiega una tipologia di costruzione a doppio stadio a funzionamento continuo che garantisce tempi di ritenzione adeguati e rende possibile il raggiungimento della massima produzione di gas, risultato di un completo processo di digestione.
Gli impianti a doppio stadio sono composti da un fermentatore, un post-fermentatore e un serbatoio residui. La costruzione di un post-fermentatore e di un serbatoio residui, entrambe coperti, ci permette di incrementare la resa di gas di un’ulteriore 20%, e aumenta la stabilità del processo biologico. Infatti, eventuali irregolarità del processo biologico nel fermentatore possono essere compensate tramite il ricircolo del substrato dal post-fermentatore.
A differenza di un impianto a doppio stadio di tipo classico, sia nel fermentatore che nel post-fermentatore vi sono le stesse condizioni ambientali per i batteri (pH neutro 6,7-7,5). Il processo di digestione anaerobica è di tipo mesofilo e avviene a una temperatura costante di 40-42°C.
Le vasche sono costruite in cemento armato e vengono ricoperte con lamiera grecata in alluminio. Per riscaldare la biomassa viene installata una fascia di tubi posti nella parte interna del digestore.
Per la desolforazione biologica del biogas viene installata una rete posta sulla parte superiore delle vasche che serve come superficie di supporto per la colonizzazione dei batteri. Con questa semplice soluzione si evita l’installazione di costose tecnologie di desolforazione esterna.
La sala tecnica viene costruita tra il fermentatore e il post-fermentatore. Questo spazio viene utilizzato come stanza di lavoro e rappresenta il cuore dell’impianto di biogas. Al suo interno infatti si trovano i sistemi di controllo quali: il compatto sistema di pompaggio MT di propria produzione, il quadro elettrico ed il software di comando tramite PC.


